Dov’è il fumetto libanese ?

  

Dov’è il fumetto libanese? E soprattutto, il fumetto libanese esiste veramente?

 

Possiamo rispondere di sì, cento volte sì, se lo giudichiamo sulla base dell’entusiasmo, dell’energia, del potenziale di un gruppo di appassionati, ma anche per la qualità e la diversità di produzione.

Dobbiamo rispondere no, se consideriamo l’assenza di strutture editoriali solide, di supporti distributivi duraturi e di … mercato.

 

Per lungo tempo, il fumetto libanese si è limitato alle edizioni per l’infanzia con prodotti come Bissat el rih, Tarikhouna, o Samer, fortemente influenzati dal fumetto egiziano degli anni ’50.

Negli anni ’80 però le cose cominciano a cambiare. Georges Khoury (Jad) pubblica il suo primo albo, Carnaval, che è anche la prima opera adulta del fumetto libanese e, sulle pagine del quotidiano An Nahar, compaiono una serie di strisce satiriche brevi, Abou Chanab; poi prosegue con la sua versione de Le mille e una notte e la biografia a fumetti di Sigmund Freud.

Sul quotidiano francofono L’Orient-le Jour, Michèle Standjofski comincia nel 1980 a presentare recensioni sul mondo del fumetto (presentazione di albi e autori, reportage su festival e mostre) che incoraggiano alcuni librai a diversificare i materiali di importazione di fumetto.

La rivista giovanile Samer accoglie sulle proprie pagine Mike Nasreddine, un disegnatore formatosi allo studio di Neal Adams, il quale regala un soffio di novità alle avventure tradizionali di Chater Hassan.

Jad crea un atelier di fumetto, chiamato Jad workshop, da cui nasce un’opera collettiva.

Nel 1984 e nel 1988, due mostre di fumetto libanese sono organizzate al festival di Angoulême.

Nel 1987, Michèle Standjofski crea su l’Orient-le Jour una striscia bisettimanale, Beyrouth-Déroute, satira socio – politica che mette in scena, per dieci anni, una coppia di libanesi medi.

Nel 1988, per impulso del libraio Nadim Tarazi, l’ufficio culturale dell’ambasciata di Francia organizza il primo festival del fumetto libanese, con la collaborazione dei disegnatori Jad, Rita Saab e Michèle Standjofski. Questo festival comprende esposizioni collettive di autori nazionali e internazionali, tavole rotonde, concorsi, interventi di disegnatori stranieri ecc.Il fumetto entra anche all’Università con un seminario aperto a l’USEK poi all’ALBA.

 

Nel 1995, la rivista l’Orient-express pubblica i fumetti di Michèle Standjofski poi di Mazen Kerbaj.

Rita Saab fonda il sindacato dei grafici e disegnatori di fumetto, che organizzerà nei tre anni successivi, tre edizioni di festival del fumetto.

Nel 2000, l’Accademia di Belle Arti libanese (Alba) crea l’indirizzo « Illustrazione e fumetto» e si lancia nella pubblicazione di fumetti degli studenti (Journal di Mazen Kerbaj , Cri di Ghadi Ghosn , L’orchestre des siffleurs chauves di Ralph Doumit…)

Tony Sfeir, proprietario del negozio di musica La Cédéthèque, allarga la sua attività ai fumetti e si assume il rischio di importare libri da cataloghi di editori indipendenti europei; inoltre edita direttamente, tra gli altri, Duo di Chadi Aoun e Jad Sarrout e L’autre et lui di Maya Majdalani.

   Nel luglio del 2006, Mazen Kerbaj registra quotidianamente sul suo blog le aggressioni israeliane. I suo disegni sono raggruppati in un albo edito in Francia da l’Association.

Dopo il suo Beyrouth Catharsis pubblicato da ALBA e 38,rue Youssef Semaani, oggetto delizioso e indefinibile, Zeina Abi-Rached pubblica in Francia per l’editore Cambourakis, Partir, mourir, revenir, c’est le jeu des hirondelles. Questo libro, che racconta la sua infanzia sulla linea verde durante la guerra a Beirut, è stato nominato come miglior opera ad Angoulême.

Nel 2008, il collettivo d’autori Samandal pubblica la sua prima raccolta di fumetti : un’antologia di 176 pagine in tre lingue che ambisce a promuovere la diversità, la complessità e la libertà di espressione. I suoi fondatori sono: Hatem Imam, Omar Khouri, Léna Merhej e Tarek Nabaa. Gli autori pubblicati in questo primo numero: Mazen Kerbaj, Elyse Tabet, Fouad Mezher, Farah Nehmé, Barrak Rima, Isabelle Boinot et Andy Warner.

Sempre nel 2008, tre studenti dell’ALBA (Ghadi Ghosn, Ralph Doumit e Toufic Khairallah) hanno lanciato una fanzine, Le Misérable, modesta e ambiziosa allo stesso tempo, come la maggior parte dei fumetti menzionati.

 

Molta vitalità dunque, molto dinamismo e potenziale creativo in questi tentativi eroici – ed anche molto differenti tra loro. Pertanto, il fumetto libanese soffre di un’assenza totale di strutture editoriali serie e distributive : è questo che impedisce ai suoi autori di consacrare i loro tavoli e le loro matite interamente ad esso.

Rovescio positivo della medaglia : questo ritardo indefinibile ed imposto allo stadio di balbuzie, garantisce al fumetto libanese l’entusiasmo e la franchezza dei pionieri.